Quando la terra trema, la sicurezza della propria casa diventa la preoccupazione più profonda. Con i frequenti eventi sismici, la costruzione di abitazioni in grado di resistere ai disastri naturali è diventata una considerazione essenziale per ogni famiglia. Invece di dover affrontare rimpianti dopo un disastro, una pianificazione proattiva durante la costruzione può creare spazi abitativi veramente sicuri. Questa analisi esamina le caratteristiche degli edifici che sopravvivono ai terremoti e presenta sette principi fondamentali per creare case resistenti ai terremoti.
Il terremoto della penisola di Noto all’inizio del 2024 è servito come un altro duro promemoria dei pericoli sismici. La resistenza ai terremoti di un edificio influisce direttamente sui tassi di sopravvivenza. L’esame dei modelli di danno strutturale rivela tre fattori critici per la resilienza ai terremoti:
Il Ministero giapponese del territorio, delle infrastrutture, dei trasporti e del turismo ha condotto indagini approfondite in seguito al terremoto di Kumamoto del 2016, in particolare nella città di Mashiki che ha subito due eventi di intensità sismica 7. Questi risultati forniscono informazioni cruciali sulle prestazioni degli edifici durante i terremoti.
I dati dell’indagine mostrano che gli edifici costruiti secondo gli standard più vecchi hanno avuto un tasso di crolli o danni gravi del 28,2%, rispetto a solo l’8,7% per le strutture standard moderne. La differenza fondamentale risiede nelle quantità di pareti di taglio richieste: gli standard moderni impongono 1,4 volte di più rispetto alle normative precedenti.
Ulteriori miglioramenti sono arrivati con le revisioni standard del 2000 incentrate sulle connessioni fondazione-struttura. Gli edifici precedenti al 2000 hanno mostrato tassi di crollo dell’8,7% contro il 2,2% delle costruzioni successive al 2000, a dimostrazione dell’importanza fondamentale degli standard aggiornati.
Gli edifici che soddisfacevano solo gli standard sismici di base di grado 1 hanno mostrato tassi di collasso del 2,3% e danni gravi del 4%, mentre le strutture di grado 3 non hanno avuto crolli e solo il 12,5% di danni minori. Il tasso di danni dell'87,5% per gli edifici di grado 3 rispetto al 60,1% per gli edifici di grado 1 dimostra chiaramente la protezione superiore offerta da valutazioni sismiche più elevate.
Dei 77 edifici moderni crollati a Kumamoto, 73 avevano collegamenti impropri tra le fondamenta e la struttura. Altre cause di guasto includevano:
Gli edifici precedenti al 1981 hanno mostrato le prestazioni peggiori. La soluzione più economica prevede la valutazione sismica seguita dal rinforzo mirato dei punti deboli.
Pur richiedendo ulteriori costi di ingegneria e certificazione, il tasso di danni dell'87,5% degli edifici di grado 3 rispetto al 60,1% degli edifici di grado 1 lo rende un investimento utile per la sicurezza e la potenziale riduzione dei costi di riparazione.
Condurre indagini geologiche approfondite prima della costruzione. Evitare terreni morbidi soggetti a liquefazione o aree soggette a frane vicino alle scogliere. Consultare le mappe dei pericoli e prendere in considerazione miglioramenti alle fondamenta quando necessario.
Lasciare una distanza sufficiente tra le strutture per prevenire danni derivanti da crolli vicini e potenziale propagazione del fuoco.
Trattamenti pesticidi regolari (5-10 anni) prevengono l’indebolimento strutturale dovuto ai danni delle termiti che potrebbero compromettere la resistenza ai terremoti.
Seleziona materiali certificati e standardizzati tra cui acciaio ad alta resistenza, calcestruzzo di qualità e legname adeguatamente trattato per garantire l'integrità strutturale.
Architetti e costruttori esperti garantiscono la corretta attuazione dei progetti sismici e prevengono errori di costruzione che potrebbero compromettere la resistenza ai terremoti.
I dati sul terremoto di Kumamoto dimostrano chiaramente le prestazioni superiori dei moderni standard sismici e degli edifici di grado 3. Per le nuove costruzioni, l'integrazione di questi principi fin dalla fase di progettazione offre una protezione ottimale. I proprietari di case esistenti possono trarre vantaggio da valutazioni sismiche professionali e da interventi di adeguamento mirati per migliorare la resilienza sismica delle loro case.
Quando la terra trema, la sicurezza della propria casa diventa la preoccupazione più profonda. Con i frequenti eventi sismici, la costruzione di abitazioni in grado di resistere ai disastri naturali è diventata una considerazione essenziale per ogni famiglia. Invece di dover affrontare rimpianti dopo un disastro, una pianificazione proattiva durante la costruzione può creare spazi abitativi veramente sicuri. Questa analisi esamina le caratteristiche degli edifici che sopravvivono ai terremoti e presenta sette principi fondamentali per creare case resistenti ai terremoti.
Il terremoto della penisola di Noto all’inizio del 2024 è servito come un altro duro promemoria dei pericoli sismici. La resistenza ai terremoti di un edificio influisce direttamente sui tassi di sopravvivenza. L’esame dei modelli di danno strutturale rivela tre fattori critici per la resilienza ai terremoti:
Il Ministero giapponese del territorio, delle infrastrutture, dei trasporti e del turismo ha condotto indagini approfondite in seguito al terremoto di Kumamoto del 2016, in particolare nella città di Mashiki che ha subito due eventi di intensità sismica 7. Questi risultati forniscono informazioni cruciali sulle prestazioni degli edifici durante i terremoti.
I dati dell’indagine mostrano che gli edifici costruiti secondo gli standard più vecchi hanno avuto un tasso di crolli o danni gravi del 28,2%, rispetto a solo l’8,7% per le strutture standard moderne. La differenza fondamentale risiede nelle quantità di pareti di taglio richieste: gli standard moderni impongono 1,4 volte di più rispetto alle normative precedenti.
Ulteriori miglioramenti sono arrivati con le revisioni standard del 2000 incentrate sulle connessioni fondazione-struttura. Gli edifici precedenti al 2000 hanno mostrato tassi di crollo dell’8,7% contro il 2,2% delle costruzioni successive al 2000, a dimostrazione dell’importanza fondamentale degli standard aggiornati.
Gli edifici che soddisfacevano solo gli standard sismici di base di grado 1 hanno mostrato tassi di collasso del 2,3% e danni gravi del 4%, mentre le strutture di grado 3 non hanno avuto crolli e solo il 12,5% di danni minori. Il tasso di danni dell'87,5% per gli edifici di grado 3 rispetto al 60,1% per gli edifici di grado 1 dimostra chiaramente la protezione superiore offerta da valutazioni sismiche più elevate.
Dei 77 edifici moderni crollati a Kumamoto, 73 avevano collegamenti impropri tra le fondamenta e la struttura. Altre cause di guasto includevano:
Gli edifici precedenti al 1981 hanno mostrato le prestazioni peggiori. La soluzione più economica prevede la valutazione sismica seguita dal rinforzo mirato dei punti deboli.
Pur richiedendo ulteriori costi di ingegneria e certificazione, il tasso di danni dell'87,5% degli edifici di grado 3 rispetto al 60,1% degli edifici di grado 1 lo rende un investimento utile per la sicurezza e la potenziale riduzione dei costi di riparazione.
Condurre indagini geologiche approfondite prima della costruzione. Evitare terreni morbidi soggetti a liquefazione o aree soggette a frane vicino alle scogliere. Consultare le mappe dei pericoli e prendere in considerazione miglioramenti alle fondamenta quando necessario.
Lasciare una distanza sufficiente tra le strutture per prevenire danni derivanti da crolli vicini e potenziale propagazione del fuoco.
Trattamenti pesticidi regolari (5-10 anni) prevengono l’indebolimento strutturale dovuto ai danni delle termiti che potrebbero compromettere la resistenza ai terremoti.
Seleziona materiali certificati e standardizzati tra cui acciaio ad alta resistenza, calcestruzzo di qualità e legname adeguatamente trattato per garantire l'integrità strutturale.
Architetti e costruttori esperti garantiscono la corretta attuazione dei progetti sismici e prevengono errori di costruzione che potrebbero compromettere la resistenza ai terremoti.
I dati sul terremoto di Kumamoto dimostrano chiaramente le prestazioni superiori dei moderni standard sismici e degli edifici di grado 3. Per le nuove costruzioni, l'integrazione di questi principi fin dalla fase di progettazione offre una protezione ottimale. I proprietari di case esistenti possono trarre vantaggio da valutazioni sismiche professionali e da interventi di adeguamento mirati per migliorare la resilienza sismica delle loro case.